L’Eco di San Carlo

intestazione eco viola

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n. 33 – Domenica,  09 Dicembre 2018

 

L’editoriale

 

“Ab Angue Vinci Nescia, Defende Ab Angue Filios”

 

“Tu che non conosci sconfitte dal serpente, dal serpente difendi i tuoi figli”: così ci rivolgiamo a Maria nell’inno liturgico dell’Immacolata.

In questi mesi il Papa ci ha ripetutamente chiesto di pregare e agire per difendere la Chiesa dal diavolo. Il Papa si rende conto che quanto sta succedendo non è solo una questione di abbandono della fede da parte degli uomini, ma il fondo è il diavolo che ha ingaggiato una guerra senza quartiere contro la Chiesa: le persecuzioni, gli attacchi che puntano a infangare l’alta gerarchia della Chiesa, i peccati dei preti e dei fedeli che offrono l’occasione per questi attacchi, ne sono la dimostrazione. E ci ha invitato a pregare la Madonna e S. Michele contro gli attacchi del demonio.

Maria ha schiacciato la testa del serpente con il suo calcagno: così Maria, nell’immacolata concezione, ha realizzato la profezia piena di speranza che Dio ha fatto ad Adamo ed Eva; il veleno del serpente non l’ha nemmeno sfiorata. A chi più che a Lei possiamo oggi rivolgerci perché ci dia la forza di rialzarci dal peccato e di lottare ancora contro il demonio? Sulla Croce Gesù ci ha consegnato a Lei e l’ha chiamata ad essere nostra madre. A chi più che a Lei, madre, possiamo affidare la nostra madre chiesa, che partecipa della sua divina maternità? Lei la protegga dal fango del demonio.

Perciò ci rivolgiamo a Maria con l’antichissima preghiera che il Papa ci ha raccomandato: “Sub tuum praesidium confugimus, sancta Dei Genitrix. Nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus, sed a pericolis cunctis libera nos semper, Virgo gloriosa et benedicta” (Sotto la tua protezione ci rifugiamo, santa Madre di Dio. Non disprezzare le nostre preghiere nelle prove, la liberaci sempre da tutti i pericoli, Vergine gloriosa e benedetta).

don Giovanni