L’Eco di San Carlo

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n. 07 – Domenica,  23 Febbraio 2020

 

L’editoriale

 

Gli corse incontro

 

Un racconto rabbinico narra di Dio che al giorno del giudizio si siederà su due troni: il trono del giudizio e il trono della misericordia. Quando ci troveremo davanti a lui, lo troveremo seduto sul trono del giudizio e da lì ci farà l’elenco delle nostre cattiverie e di cosa ci meriteremmo. Ma a questo punto Dio si siederà sul trono della misericordia e terrà conto di tutte le nostre buone azioni, della nostra debolezza di uomini. E alla fine valuterà. Ma gli angeli, che sono amici degli uomini, metteranno un bel cuscino morbido sul trono della misericordia, così Dio non si alzerà più di lì.

L’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia. Tutto della sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai credenti; nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo può essere privo di misericordia. La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole. (papa Francesco, Misericordiae Vultus, n.10)

Ciò che scandalizza è la misericordia! Da sempre. Basterebbe leggere i Vangeli e trovare le infinite volte che Gesù ha spiazzato tutti con le sue parole, i suoi silenzi, le sue scelte, gli atteggiamenti del suo cuore, con la sua divina tenerezza.

Per parlarci di questa infinita misericordia che è il nostro Dio, Gesù ci ha raccontato una parabola, quella del figliol prodigo o meglio del Padre misericordioso.

Una parabola che ha un unico vero protagonista: il padre che corre incontro al figlio. “Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò” (Luca 15,20) … L’amore sa attendere pazientemente e soprattutto non si arrende, non si dispera. L’amore, corre, vola … “Quando muovi il primo passo verso Dio, lui ti sta già correndo incontro”.

  1. Nouwen, nel suo bellissimo libro L’abbraccio benedicente, scrive:

Un figlio non rimane un bambino. Un figlio diventa un adulto. Un adulto diventa padre e madre. La sfida, o meglio la chiamata, è diventare io stesso il Padre. Sono intimorito da questa chiamata. Sebbene io sia entrambi, tanto il figlio minore che quello maggiore, non devo rimanere come loro, ma diventare il Padre.

Voglio essere non solo colui che è perdonato, ma anche colui che perdona; non solo colui che è accolto festosamente a casa, ma anche colui che accoglie; non solo colui che ottiene compassione, ma anche colui che la offre. Il ritorno al Padre è in definitiva la sfida a diventare il Padre. Diventare il Padre misericordioso è lo scopo ultimo della vita spirituale.

il vostro parroco don Maurizio