L’Eco di San Carlo

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n. 21 – Domenica,  09 Giugno 2019

 

L’editoriale

 

Il Signore ama il suo popolo

 

Dopo quasi quarant’anni con voi, sinceramente mi dispiace lasciarvi: dove potrò trovare gente che mi sopporti come avete fatto voi? Ma soprattutto voi siete importanti per la mia vita e la mia vocazione: e nella vita cristiana i rapporti sono fondamentali.

Ma se quasi tutti, superiori e amici, dicono che è meglio che non mi fermi qui a far la suocera verso il nuovo parroco, è segno che Gesù mi sta suggerendo qual è la sua volontà e il mio bene.

In un vangelo si dice che gli apostoli, vedendo Gesù risorto, “per la gioia” non credevano ancora: il sentimento umano di vedere Gesù presente come prima impediva di riconoscere la sua nuova presenza come risorto. Perciò Gesù afferma: “È meglio per voi che io me ne vada”, per potervi donare lo Spirito.

In questo sofferto distacco Gesù vuole che io impari ad amare lui più direttamente e totalmente, trapassando e inverando i pur belli affetti umani: nell’amore esclusivo a lui ogni altro affetto diventa più vero: è un distacco che spalanca ad un amore più grande e più bello (un po’ come quando si muore, ma spero avvenga molto più in là!).

Questa cosa vale anche per ciascuno di voi: siete invitati ad andare oltre ogni simpatia o antipatia e riconoscere la bellezza dell’amore di Cristo e la gioia dell’unità della chiesa. Se c’è questo sguardo di fede, avviene un secondo frutto importante: il cambio e la diminuzione dei preti farà fiorire la maturità di molti laici che sapranno assumere responsabilità con umiltà a servizio della comunità. Altrimenti, ci saranno risse continue e corse al potere (quale potere?!), senza gioia né testimonianza: questo sì sarebbe per me e per voi il dolore più grande.

E poi chissà quante belle novità porteranno i nuovi preti! una nuova “bella storia” come quella che ci accingiamo a sperimentare coi ragazzi nell’oratorio estivo: siamo educatori, perché amiamo Cristo.

don Giovanni