L’ eco di San Carlo – Domenica 6 Aprile 2014

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intestazione eco viola

Anno XIII – n°14
06 Aprile 2014

humilitas

L’editoriale
Chissà se qualcuno ricorda ancora …  

Mio papà aveva fatto un po’ da riferimento ai partigiani cattolici del mio paese. Quando sono cresciuto un pochino (sono del ’43!) raccontava le sue avventure partigiane (con un po’ di amara delusione perché le cose purtroppo si ripetevano, magari capovolte). Diceva che il fascismo inquadrava tutti i ragazzi nella propria associazione dei “balilla” (abolendo le associazioni cattoliche); ma lui aveva osato dichiarare in classe “È caduto l’impero romano, cadrà anche il fascismo!”, sbiancando la maestra che, pur d’accordo, non poteva permettere simili affermazioni. Tutti dovevano essere come voleva il Duce: “libro e moschetto, balilla perfetto!”. Mi aveva anche raccontato – ma non gli interessava gran ché – che avevano diramato ordini a che nessun giornalista usasse parole straniere, francesi o inglesi: bisognava salvaguardare la purezza della italianità!
La storia – aveva ragione mio papà! – si ripete anche oggi. Non più il duce, ma potenti lobby (le lobby LGBT) stanno imponendo la loro ideologia come unica linea educativa nelle scuole, usurpando il compito educativo dei genitori, bypassando le istituzioni collegiali di base e asservendo istituzioni nazionali.
Ma c’è un altro fatto curioso. Con le direttive per educare al gender nelle scuole, il nuovo regime ha diramato altre direttive ai giornalisti, perché cambiassero linguaggio: per esempio, non più “utero in affitto” (sa di sfruttamento) ma “gravidanza surrogata” (sembra carità cristiana!), e altre cose simili; come già da tempo non si parla di “aborto”, ma di “interruzione di gravidanza”.
Abituati alle reazioni compatte di direttori di giornali e di associazioni di categoria ogni volta che qualche autorità ha avuto da ridire sui giornalisti, mi sarei aspettato rivolte generali al grido “la libertà di stampa non si tocca!”. Invece no: se non erro (ma forse l’età m’inganna: son vecchio, son del ‘43!), solo poche timide isolate reazioni. Si son già tutti prostrati al duce? È un brutto segno quando la funzione critica della stampa si svende al regime!
“Rimanete nella mia parola, sarete miei discepoli, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”, ha detto Gesù: è l’unica nostra speranza!
Don Giovanni

PAPAPAROLA DEL PAPA 
Cari fratelli e sorelle, buongiorno
il Vangelo odierno ci presenta l’episodio dell’uomo cieco dalla nascita, al quale Gesù dona la vista. Il lungo racconto si apre con un cieco che comincia a vedere e si chiude – è curioso questo  con dei presunti vedenti che continuano a rimanere ciechi nell’anima. Il miracolo è narrato da Giovanni in appena due versetti, perché l’evangelista vuole attirare l’attenzione non sul miracolo in sé, ma su quello che succede dopo, sulle discussioni che suscita; anche sulle chiacchiere, tante volte un’opera buona, un’opera di carità suscita chiacchiere e discussioni, perché ci sono alcuni che non vogliono vedere la verità. L’evangelista Giovanni vuol attirare l’attenzione su questo che accade anche ai nostri giorni quando si fa un’opera buona. Il cieco guarito viene prima interrogato dalla folla stupita – hanno visto il miracolo e lo interrogano , poi dai dottori della legge; e questi interrogano anche i suoi genitori. Alla fine il cieco guarito approda alla fede, e questa è la grazia più grande che gli viene fatta da Gesù: non solo di vedere, ma di conoscere Lui, vedere Lui come «la luce del mondo» (Gv 9,5). Mentre il cieco si avvicina gradualmente alla luce, i dottori della legge al contrario sprofondano sempre più nella loro cecità interiore. Chiusi nella loro presunzione, credono di avere già la luce; per questo non si aprono alla verità di Gesù. Essi fanno di tutto per negare l’evidenza. Mettono in dubbio l’identità dell’uomo guarito; poi negano l’azione di Dio nella guarigione, prendendo come scusa che Dio non agisce di sabato; giungono persino a dubitare che quell’uomo fosse nato cieco. La loro chiusura alla luce diventa aggressiva e sfocia nell’espulsione dal tempio dell’uomo guarito. Il cammino del cieco invece è un percorso a tappe, che parte dalla conoscenza del nome di Gesù. Non conosce altro di Lui; infatti dice: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi» (v. 11). A seguito delle incalzanti domande dei dottori della legge, lo considera dapprima un profeta (v. 17) e poi un uomo vicino a Dio (v. 31). Dopo che è stato allontanato dal tempio, escluso dalla società, Gesù lo trova di nuovo e gli “apre gli occhi” per la seconda volta, rivelandogli la propria identità: «Io sono il Messia», così gli dice. A questo punto colui che era stato cieco esclama: «Credo, Signore!» (v. 38), e si prostra davanti a Gesù. Questo è un brano del Vangelo che fa vedere il dramma della cecità interiore di tanta gente, anche la nostra perché noi alcune volte abbiamo momenti di cecità interiore. La nostra vita a volte è simile a quella del cieco che si è aperto alla luce, che si è aperto a Dio, che si è aperto alla sua grazia. A volte purtroppo è un po’ come quella dei dottori della legge: dall’alto del nostro orgoglio giudichiamo gli altri, e perfino il Signore! Oggi, siamo invitati ad aprirci alla luce di Cristo per portare frutto nella nostra vita, per eliminare i comportamenti che non sono cristiani; tutti noi siamo cristiani, ma tutti noi, tutti, alcune volte abbiamo comportamenti non cristiani, comportamenti che sono peccati. Dobbiamo pentirci di questo, eliminare questi comportamenti per camminare decisamente sulla via della santità. Essa ha la sua origine nel Battesimo. Anche noi infatti siamo stati “illuminati” da Cristo nel Battesimo, affinché, come ci ricorda san Paolo, possiamo comportarci come «figli della luce» (Ef 5,8), con umiltà, pazienza, misericordia. Questi dottori della legge non avevano né umiltà, né pazienza, né misericordia! Io vi suggerisco, oggi, quando tornate a casa, prendete il Vangelo di Giovanni e leggete questo brano del capitolo 9. Vi farà bene, perché così vedrete questa strada dalla cecità alla luce e l’altra strada cattiva verso una più profonda cecità. Domandiamoci come è il nostro cuore? Ho un cuore aperto o un cuore chiuso? Aperto o chiuso verso Dio? Aperto o chiuso verso il prossimo? Sempre abbiamo in noi qualche chiusura nata dal peccato, dagli sbagli, dagli errori. Non dobbiamo avere paura! Apriamoci alla luce del Signore, Lui ci aspetta sempre per farci vedere meglio, per darci più luce, per perdonarci. Non dimentichiamo questo! Alla Vergine Maria affidiamo il cammino quaresimale, perché anche noi, come il cieco guarito, con la grazia di Cristo possiamo “venire alla luce”, andare più avanti verso la luce e rinascere a una vita nuova.
(Papa FRANCESCO, ANGELUS, Piazza San Pietro, IV Domenica di Quaresima, 30 marzo 2014)

La Parrocchia propone

–   Nelle domeniche di quaresima i ragazzi ritirino il tagliandino a fine messa.
–   Tutte le domeniche dalle ore 15 attesi i ragazzi per giochi e attività.
–   Mercoledì 9 aprile la dt.sa Sanese parla alle famiglie a Paderno Dugnano (biblioteca, p.za Divina Commedia 5).
–   Giovedì 10 aprile ore 21 in Sacra Famiglia ultimo incontro di catechesi per adulti su affetti e speranza.
–   Venerdì 11 aprile è di magro; alle 16.45 via crucis e confessioni; alle 21 confessioni in S. Carlo con più preti.
– Sabato 12 aprile confessioni ore 15.30-19; alle 20.30 messa e benedizione degli Ulivi.
– Domenica 13 aprile: alle 11.10 processione delle palme (ritrovo: incrocio vie Cervino-delle Alpi). Dopo messa i ragazzi portano l’ulivo ai malati; alle 15 Via Crucis in oratorio per ragazzi e famiglie; alle 15.30 concerto in chiesa con un Coro di ragazzi.
– Fino al 13 aprile al Gesiö mostra “Ars Sacra, la pittura incontra la poesia”: è aperta da lunedì a sabato ore 15-19, nei festivi ore 10-13 e 15-19.
– A Cormano a metà maggio c’è la Fiera dell’usato donato a favore di AVSI: ci chiedono di offrire l’usato. Vedi pieghevoli in fondo.
– Le domeniche di quaresima chi dopo la comunione recita l’ “Eccomi o mio amato e buon Gesù” (in fondo alla chiesa) riceve l’indulgenza plenaria.
– L’Unitalsi ringrazia per la vendita degli ulivi di domenica scorsa. E invita ad affrettare le iscrizioni a Lourdes: 8-14 maggio in treno; 9-13 in aereo.
– Iscrizioni alle vacanze estive per ragazzi di 3a-5a elementare, medie e adolescenti entro il 13 aprile in S Luigi.
– È in distribuzione il programma delle confessioni e delle celebrazioni pasquali.

Via Crucis con il cardinale in duomo: ore 21

– Martedì 8 aprile: “Oggi sarai nel paradiso”
Diretta: Telenova, canale 14; www.chiesadimilano.it; radio Marconi; radio Mater.
Replica: Telenova, 664: martedì 22.15, venerdì 21.00, sabato 15.00;
Telenova, 14: mercoledì 7.15;
dal mercoledì: www.chiesadimilano.it; www.angeloscola.it.

Libretto sussidio: “Lo spettacolo della Croce” nelle librerie religiose, € 2,60

QUARESIMA
Preghiera: in famiglia a sera e ai pasti; qualche messa feriale.
I venerdì di quaresima: magro [astinenza dalle carni, dai 14 anni, ma è bene anche prima].

Via Crucis:      in S. Carlo ore 16.45 (venerdì 11 aprile); [alle 21 in S Carlo confessioni]
in S. Gervaso e Protaso ore 21 per adulti (venerdì 11 aprile).

Quaresimale: in sala don Mansueto (S. Famiglia) ore 21: C’è ancora speranza in questo mondo?
giovedì 10 aprile [non venerdì!]: Paolo Curtaz, affetti dell’uomo e speranza.

Gesto di carità: offerte per la ragazza del Kenya Jeptoo Diana, adottata a distanza; offerte per il Centro di produzione e trasformazione agro-pastorale di Katako, Kindu (Congo); alimentari per i poveri della città.

Confessioni pasquali ore 21, con tutti i preti della città: venerdì 11 aprile in S Carlo; lunedì 14 per adolescenti-giovani in Ss. Gervaso e Protaso; martedì 15 in S Famiglia; mercoledì 16 in Ss. Gervaso e Protaso.

Per sapere quali sono gli avvisi della settimana andare qui

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